mercoledì 10 ottobre 2007

PECHINO MERITA UN CAPITOLO A PARTE...


Dal 17 al 20 Settembre


Entrati in Cina dalla Mongolia, chi ha già visto la Cina anni addietro, si accorge che qualcosa è cambiato e con una rapidità iperbolica. Il traguardo delle Olimpiadi del 2008 è fondamentale per la Cina che vuole presentarsi come una nazione moderna al pari di altre nazioni. I controlli doganali, pur nella ancora complessa burocrazia cinese sono molto allentati, negli alberghi l'ospite è accolto con cortesia e rapidità. Alla frontiera ci aspetta un gruppo di auto storiche che scorterà la nostra Itala fino a Pechino.
Le strade sono stupende, fino al confine in Mongolia era solo pista, dal confine un'autostrada a quattro corsie dal fondo liscio come un biliardo. Ma una sorpresa, sulle autostrade non possono circolare le moto così siamo costretti a caricare sul Daily la nostra Ducati. La potremo rimettere in strada solo cento metri prima della nostra Ambasciata perchè anche in Pechino le moto non possono circolare.
I problemi del traffico sembrano oggi molto grandi specie intorno a Pechino. Qui, per le prossime Olimpiadi è più evidente lo sforzo costruttivo, ma le strade non sembrano in grado di sostenere l'impatto del traffico. Pechino che raggiungiamo in orario sulla nostra tabella di marcia il 20 settembre, sconvolge!
L'Itala taglia un simbolico nastro tricolore all'ingresso dell'Ambasciata d'Italia ove siamo accolti dall'Ambasciatore Sessa e da un folto gruppo di giornalisti, autorità locali ed imprenditori italiani. Sono le 16 e 30 del 20 settembre, abbiamo impiegato 62 giorni, due più di Borghese per via dei due mesi, luglio ed agosto di 31 giorni. Il nostro contachilometri segna 14.572 da Parigi.

La festa in Ambasciata si conclude con la cena offerta dall'Ambasciatore nella nostra sede diplomatica. Anche questa splendida come tante altre, espressione evidente del gusto italiano. Il giorno dopo tocchiamo uno dei luoghi simbolo della civiltà cinese, la grande muraglia a 80 chilometri da Pechino. Due ore, nonostante la scorta della polizia, per via dei vari cantieri aperti. Spettacolo folcloristico e poi ritorno a Pechino. Naturalmente folla di turisti intorno all'Itala.
Nel pomeriggio conferenza stampa presso il tradizionale Hotel Beijing, a pochi passi da Piazza Tien An Men e conclusione con cena di Gala offerta dalle aziende del Venice Food.

venerdì 28 settembre 2007

ARRIVO A PECHINO!!!


20 Settembre 2007

Dopo cent’anni Itala è di nuovo a Pechino!

Due mesi è durato il viaggio di Itala e della spedizione Overland per arrivare nella capitale della Cina, la bellissima Beijing, che letteralmente significa "capitale del nord", passando per Francia, Inghilterra, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Lettonia, Russia, Siberia e Mongolia.

Itala, scortata da Overland, è arrivata alle 15.30 ora locale in Ambasciata italiana a Pechino, accolta dai Media cinesi, dall’Ambasciatore Riccardo Sessa e dal Presidente dell’Automobile Club d’Italia Franco Lucchesi e da una folta rappresentanza di italiani a Pechino.

NEL VIVO DELLA MONGOLIA


Dal 7 al 27 Settembre


Ritornati ad Ulaan Baatar ci dirigiamo verso Sud, verso la Cina, attraversando il deserto del Gobi. Viaggiamo su piste, le strade nel Sud del paese praticamente non esistono, solo piste verso molte città e villaggi. Ci sorprende questa mancanza di strade, incredibile per noi Europei. Il paesaggio cambia, non più pianori e colline ma un terreno piatto, con sabbia e piccoli cespugli. Non ci sono alberi, la Mongolia deve importare tutto il legname di cui ha bisogno e sulla ferrovia vediamo lunghi convogli di treni con vagoni carichi di legname provenienti dalla Siberia. Poi la sorpresa, la sabbia nasconde un terreno argilloso, ha piovuto e ci imbattiamo in pantani viscidi dai quali è difficile uscire. Ne soffre più di tutto Paolo con la sua Ducati Multistrada, una moto splendida su strada ma non adatta al fuoristrada

Vicino a Dalanzgabad, in un lodge assistiamo ad uno spettacolo che ricorda la passione dei mongoli per la lotta e per le corse dei cavalli. Sono bambini e ragazzi che lottano e corrono a pelo sui cavalli. Da Dalanzgabat ci spostiamo verso est per raggiungere di nuovo la strada che dalla capitale va verso la Cina. E' il Gobi dell'Est. Il paesaggio cambia ancora. Terreno più sabbioso, scarsa vegetazione, scarsa presenza umana. I pastori che incontriamo in 600 chilometri non sono più di una decina, non c'è pascolo per le greggi e questo giustifica la scarsa presenza di pastori. Vi sono villaggi sorti vicino alle miniere. Tutte le città ed i villaggi sono collegati con il telefono cellulare. In alcuni vi sono anche generatori eolici per la produzione di corrente elettrica.
A Sajnshan raggiungiamo la ferrovia transmongolica e crediamo di proseguire verso Sud su una vera strada. Ma la strada verso la Cina è ancora in costruzione ed esiste solo una pista che segue la linea ferroviari e la linea elettrica. Perdiamo del tempo perchè l'Itala su questa pista rompe una balestra. Rocco e Luciano provvedono ad una riparazione provvisoria poi nel villaggio di Erdene uno di quegli artigiani che da noi sono spariti, cancellati dalla civiltà dei consumi, salda la lama rotta usando una saldatrice che da noi nessuno oserebbe non solo usare ma neanche pensare che possa funzionare. Ma la balestra tiene e sosterrà l'Itala fino a Pechino. Da Sajnshan a Zamiin-Uud, la città di confine con la Cina, è sempre deserto. A Zamiin-Uud una grande stazione ferroviaria ove ai vagoni merci e passeggeri vengono cambiati i carrelli per poter proseguire verso la Cina o verso la Mongolia.
Lasciamo la Mongolia. Il paese si sta aprendo oggi al turismo, sta creando delle ottime strutture ricettive, accoglie l'ospite con una cordialità sconosciuta altrove, ed affascina con il suo deserto solo in piccola parte di sabbia e rocce. La lasciamo veramente con rimpianto, ne siamo rimasti tutti affascinati.

giovedì 27 settembre 2007

MONGOLIA: ULAAN BAATAR

Dal 4 al 7 Settembre
In pochi chilometri, appena il tempo di varcare il confine, il paesaggio cambia completamente. Una steppa verde, pochi alberi, terreno sabbioso, grandi pianori circondati da colline. Greggi di pecore, mandrie di mucche e cavalli al pascolo, e le tende mongole, le caratteristiche tende circolari, di feltro, con una sola apertura sempre verso Sud, ed il tubo della stufa che esce al centro della cupola. Il paesaggio stupendo, il sole illumina le creste delle colline e fa sembrare ancora più verde l'erba dei pianori.

Scendiamo verso Sud in direzione della capitale, Ulaan Baatar, nella quale vive la metà della popolazione, un milione e mezzo su tre milioni. Ci sorprende subito la cordialità dei mongoli.
Ci fermiamo in un campo tendato, sono un pò come i nostri campeggi,
tende per i turisti ed un fabbricato per il ristorante ed i servizi.

Fuori della tenda c'è il fuoristrada, una moto, un generatore di corrente, un pannello solare e la parabola per la televisione. Le mandrie e le greggi pascolano allo stato brado, vengono raccolte per la tosatura, per la mongitura o per il trasferimento in altri pascoli.

Tanta cordialità e tanto entusiasmo per la nostra Itala. Fino ad Ulaan Baatar il paesaggio non cambia, sempre un susseguirsi di pianori circondati da colline. Viaggiamo accanto alla ferrovia che staccatasi dalla Transiberiana attraversa tutta la Mongolia e va fino a Pechino. E' comunemente chiamata la "Transmongolica". Nella capitale ci aspetta una festa in nostro onore, con musiche caratteristiche, attori e cantanti nei costumi locali. Siamo ricevuti dal Sindaco, felice per questa rievocazione di un evento di cento anni fa. Una breve visita alla città che ha un traffico caotico, nulla di meno delle nostre città.

lunedì 10 settembre 2007

IL TRAGUARDO E' SEMPRE PIU' VICINO...




4 Settembre



Sappiamo poco di questo paese e ci aspettiamo una lunga attesa, invece il miracolo, impieghiamo due ore per riprendere la strada, ma solo perchè la dogana russa ha fatto uscire i nostri mezzi a distanza di tempo l'uno dall'altro.

Siamo in Mongolia, tra pochi giorni la Cina e poi finalmente l'Itala ritornerà a Pechino dopo un secolo da quando la lasciò nel 1907. La Siberia è ormai alle nostre spalle.

Tornando indietro con il ricordo vediamo una Siberia diversa da quella che ci aspettavamo dopo aver letto il libro di Barzini. Una Siberia allora incombente sul viaggiatore, da temere, da odiare. La Siberia che abbiamo visto al di fuori delle città industriali e minerarie è un deserto che conquista, con i piccoli villaggi di case di legno, quasi oasi nel deserto. Addio Siberia, avremmo dovuto dedicarti più tempo. Qualche anno fa ci hai ammaliato con il tuo deserto bianco, oggi ci hai affascinato con il tuo deserto verde. Non ti dimenticheremo.

ITALA ATTRAVERSA LA SIBERIA




Dal 23 Agosto al 3 Settembre

Superati gli Urali siamo in Siberia. Una parte della Russia enorme, con aspetti diversi del clima, del paesaggio, della vegetazione, delle persone. Dopo Tjumen inizia la steppa, una distesa sconfinata, che si perde all'orizzonte, ma umida, con stagni, paludi e con gruppi di betulle che rompono la monotonia del paesaggio. Si avanza per chilometri in un paesaggio sempre uguale. Lungo la strada, più o meno vicina corre la Transiberiana. Una linea mitica che attraversa tutta la Siberia da ovest ad est.
Da Tjumen ad Isim la strada è tutta nuova, scarta i paesi ed avanza sempre uguale. Le stazioni di servizio sono nuove, con ristorante self-service, bar, supermercato. Ai lati filari di alberi per proteggere la strada dalla neve portata dal vento. Sono belli, più delle vecchie barriere di legno.

Da Isim ad Omsk, il paesaggio non cambia, ma facciamo conoscenza con la viscida terra nera siberiana, impossibile sotto la pioggia, che tanto fece tribolare Borghese.

Una sosta a Kujbisev e poi a Novosibirsk, il centro della Siberia, il nodo della transiberiana. Palazzi moderni in costruzione ovunque, pub, birrerie, negozi alla moda.

Il Bajkal, che Borghese attraversò con un battello, è una delle più grandi riserve di acqua dolce, una fitta vegetazione sulle sponde ci impedisce quasi di fotografarlo. A Ulan-Ude la transiberiana si divide, un ramo punta ad Est verso Vladivostok, un ramo scende a Sud verso la Mongolia e Pechino. Anche noi puntiamo a Sud e ci dirigiamo a Kjahta verso il confine con la Mongolia. Il paesaggio cambia di nuovo, prima campi coltivati, poi solo più prati e macchie di bosco.

A Kjahta, se non fosse per le caserme, sembrerebbe di essere ancora al 1907. Case il legno, strade in terra battuta, solo la principale asfaltata, rari negozi, un solo alberghetto ed un solo ristorante. I giovani però sono vestiti alla moda, bevono birra e fumano come tutti i giovani del mondo. Ci impressiona il confine, realmente materializzato sul terreno da una doppia fila di reticolato con terreno scoperto in mezzo che si perde all'orizzonte e torrette sui crinali.
Il varco è un cancello che lascia passare una sola macchina alla volta. Quattro ore per uscire dalla Siberia ed entrare in Mongolia…

mercoledì 29 agosto 2007

LA "VECCHIA" SIGNORA SALUTA IL "VECCHIO" CONTINENTE...


Dal 17 al 23 Agosto


Proseguiamo per Kazan. C'è qualcosa di diverso in questa città, capitale del Tatarstan. Si vedono i primi minareti con la mezzaluna e le cupole delle moschee. I lineamenti degli abitanti sono già orientali, gli occhi già affinati, donne con il vestito lungo ed un fazzoletto in testa, ma quasi tutte le ragazze con la minigonna. Siamo accolti dall'Istituto di Cultura Italiano e naturalmente ci fa molto piacere vedere l'interesse, in questo lontano paese, per la nostra cultura.

Da Kazan ad Izevsk, la città nota per la sua fabbica di kalasnikov, su una strada diversa da quella fatta da Borghese cento anni fa. La strada di allora praticamente non esiste più e la nuova strada segue un percorso diverso. Ricominciano i boschi, il terreno è ondulato con continui saliscendi che rendono meno monotono il nostro andare. Per andare da Izevsk vi sono due strade, una nuova che prima di Perm attraversa il Kama su un ponte e la strada seguita da Borghese, leggermente più a sud che invece attraversa ancora il Kama su un traghetto. Scegliamo questa anche per rivivere l'emozione di allora. Naturalmente il traghetto è più moderno ma il Kama è sempre enorme.

Si avvicinano gli Urali, i monti dei quali tanto abbiamo sentito parlare a scuola. Siamo ansiosi di attraversarli, di superare quella barriera fisica che separa l'Europa dall'Asia. In realtà gli Urali sono quasi delle colline, lungo il nostro tragitto non hanno l'aspetto di montagne, sono rilievi coperti di foreste.

Arriviamo al monumento che indica, di qui l'Europa, di qui l'Asia, è al lato di una strada con tanto traffico, a pochi chilometri da Jekaterinburg, con spartitraffico al centro, è rischioso anche raggiungerlo. Siamo usciti dall'Europa, siamo in Asia, qui inizia la Siberia, anche se come amministrazione la Siberia inizia più tardi, tra Jekaterinburg e Tjumen.

DA MOSCA A KAZAN


Dal 14 al 17 Agosto

Da Parigi a Mosca abbiamo percorso esattamente 4.617 chilometri. Itala ha percorso questi chilometri tutti sulle sue centenarie ruote, grazie alla cura religiosa ed amorevole che le dedicano Rocco e Luciano, i nostri due esperti piloti.Lasciamo Mosca solo nel pomeriggio. Mosca con il suo traffico ha nulla da invidiare alle altre capitali occidentali. In un'ora riusciamo a percorrere solo 8 chilometri. Per fortuna poi oltre il ring il traffico inizia a scorrere sempre più velocemente.

Da Mosca ci fermiamo a Vladimir, l'antica capitale con la sorpresa di trovare un albergo in un parco che sembra un villaggio di montagna, tanti chalet tutti in legno. La città conserva solo una delle sue quattro porte, la Porta d'Oro, unico esempio ancora rimasto di architettura militare russa del 1100 e la coeva Cattedrale dell'Assunzione. Fa caldo, un caldo umido fastidioso, oltre i 30 gradi. Il paesaggio è sempre lo stesso, la strada molto bella, una superstrada, sembra tagliata nel bosco.
Da Vladimir a Novgorod, sperando di rintracciare il posto dove Borghese si impantanò per l'ultima volta ma il terreno è totalmente cambiato ed è impossibile. Riusciamo però a capire il perchè dei frequenti impantanamenti dell'Itala allora, il terreno è molto paludoso, in larghi tratti affiora l'acqua coperta di piante acquatiche.
Proseguiamo per Ceboksary seguendo il corso del volga. Il paesaggio cambia, diventa collinoso e riappaiono campi coltivati. Il Volga con le sue acque mitiga la rigidità del clima e crea un clima più favorevole all'agricoltura. Ci fermiamo sul fiume Sura che Borghese attraversò su una chiatta. Naturalmente della chiatta oggi non c'è più traccia ma un moderno ponte ci fa passare sull'altra riva. Con piacere constatiamo l'interesse che suscita la carovana di Itala. Ad ogni sosta è un accorrere di gente per fotografarci o anche solo per vederci. E lungo le strade sono molte le vetture che ci superano per poi fermarsi a fotografarci.

mercoledì 15 agosto 2007

MOSCA: ITALA IN PIAZZA ROSSA

Dall' 11 al 13 Agosto
Arriviamo a Mosca nel primo pomeriggio di venerdì dopo un massacrante ingresso attraverso la periferia moscovita. E' tutto il giorno che proviamo a metterci in contatto con quelli della Mito group che organizzano tutta la parte di eventi in Mosca, ma non ci riusciamo... sarà mica che 'sti russi ci boicottano il cellulare. Ah ah, scherzi a parte, finalmente li troviamo nel megahotel in cui ci fermeremo.

Boris, il presidente del Club di Automobili Storiche di Mosca (CCCB) ci aveva messo in guardia: "Attenti, cambiate Hotel, si tratta di un rat hole... una topaia."

Aiuto! C'è da temere per Itala? No. In realtà non è assolutamente così. E' un grande hotel pieno di negozi e servizi molto vicino alla China Town Moscovita. Ma a dir il vero è il primo hotel russo in cui troviamo finalmente una connessione internet che vada a una velocità decente.

Sabato 11 finalmente riposo (si fa per dire) per fare i sopralluoghi delle riprese e per mettere in sesto Itala nell'officina che ci mette a disposizione il club di Boris: non ne abbiamo bisogno. Itala sta benissimo, va alla grande e Rocco&Luciano dopo le due ore rituali di manutenzione la possono lasciare in peace.

La Domenica siamo all'All Russian Exhibition Center dove incontriamo diversi media russi: la mitica Tass, le tv nazionali e locali, giornali e riviste di motori, gazzette popolari oltre a Corriere della Sera e Rai.

Alla mattina arriva anche la spedizione del Treno dei Matti, 208 persone tra disabili e operatori, in viaggio via treno per Pechino. Ci salutano entusiasti (cfr. articolo) e insieme andiamo in ambasciata a salutare il cortesissimo Ambasciatore Claudio Surdo e i vari diplomatici italiani. Un ringraziamento speciale a Maria Sica, che ci ha aiutato tanto per questa tappa di Mosca.
Un ottimo caffé all'Ambasciata... un giro notturno per Mosca e via... di nuovo in viaggio. Verso gli Urali. Wyler time indica: 24gg, 2h e 52m.

giovedì 9 agosto 2007

PARTY DI BENVENUTO AD ITALA OGGI COME 100 ANNI FA!


S. Pietroburgo 7 Agosto


Itala ha fatto il suo ingressio trionfale in San Pietroburgo proprio come fece 100 fa, solo che allora Scipione Borghese, Barzini e Guizzardi non hanno sicuramente dovuto combattere con il traffico che assedia oggi questa bellissima città....ma Rocco e Luciano ormai sono abituati a cavarsela in qualsiasi situazione!
Il Pak Inn Pulkoskaya Hotel è la location prescelta per il nostro cocktail, per riecheggiare i fasti del party organizzato nel 1907 in onore di Scipione Borghese, per partecipare al quale il principe scelse di fare tappa a San Pietroburgo. Alle 18.30 ci aspettava un ottimo buffet accompagnato dal "Lambrusco Concerto" del Consorzio dei Vini Reggiani e dal "Vivante Lambrusco" delle Cantine Riunite di Reggio Emilia, ottimi...per fotuna nessuno di noi ha dovuto guidare per un pò!
Ma il vino non ci ha fatto dimenticare Itala, bella e signorile come sempre, che è rimasta in esposizione al Park Inn dal mattino presto!

martedì 7 agosto 2007

VERSO LA FRONTIERA RUSSA....




5 Agosto: l’attesa dell’Itala

Una noia di colore verde, il colore della campagna ondulata che da Riga ci porta alla frontiera con la Russia.

Lo sapevamo che non sarebbe stata una questione di minuti, ma non immaginavo che il tempo necessario fosse dovuto semplicemente ad una burocrazia assurda e non alla fila di veicoli di turisti in questa bella giornata di Agosto. I due chilometri di tir e camion fermi sulla destra sono in attesa che arrivino le ore 24 di Domenica (oggi….) e la nostra paura è che i due Truck che abbiamo al seguito e che fungono da cucina, dormitorio, officina meccanica e magazzino vengano considerati dei Tir e costretti a rimanere fermi con gli altri…invece tutto bene, in “sole” quattro ore abbiamo attraversato la dogana!

La dogana è un moderno gioco dell’oca e se fai errori torni indietro, nel senso vero e proprio del termine…vieni rispedito a casa! Gli addetti sono gentili (tutte donne in carne e rosse in viso come nelle cartoline di tanti anni fa…).

Al primo posto di blocco fai conoscenza con una signora in divisa, scambi due chiacchiere (tanto non sanno una parola di inglese e ti guardano un pò male perché non sai una parola di russo…). Dai il passaporto e il documento dei mezzi, lei scrive tutto a mano e ti fa compilare un modulo; poi vai nel secondo box dove ti accolgono con amore perché hai superato il primo gioco; li non ho capito cosa facciamo ma sembra che controllino che chi guida sia anche quello che risulta sulle carte dei mezzi. Nasce un pò di preoccupazione nel senso che in diversi si sono mescolati: chi è abbinato alla moto sta guidando un Massif, chi è in coppia con la nuova 500 sta dormendo su un Truck…una volta capito il gioco Beppe Tenti riesce a rifare le coppie regolari e possiamo passare al terzo posto di blocco che consiste nel controllo che il controllo precedente sia stato regolare…Il quarto box è escluso ai più; è un posto riservato solo a Beppe Tenti e alla guida che ci ha predisposto i permessi per attraversare la Russia.

Finalmente partiamo tutti in fila e cento metri dopo ci fermiamo al quinto box dove appurano che l’accertamento precedente sia stato fatto e alla fine vinciamo il premio: un bollo adesivo da applicare sul parabrezza; siamo regolari, siamo promossi, abbiamo fatto il gioco dell’oca con successo, siamo in Russia!

Diciamolo, siamo stati fortunati, la Itala ha funzionato da apripista, da lasciapassare…se lei riesce a farcela come non fare passare tutti gli altri?

Ancora una volta si è dimostrata una vera signora, paziente, tranquilla e generosa, ma soprattutto fiduciosa; già cento anni fa attraversò la frontiera in pochi minuti perché il Principe Borghese possedeva un permesso speciale che si era fatto fare a S. Pietroburgo e noi senza permesso speciale ce la siamo cavata in solo 4 ore!

GLI OCCHI DI ITALA....








Riga 3 Agosto


La troup decide di portare la “signora” a passeggiare in centro: è una bella serata, un clima delizioso che i lettoni vivono come un dono prezioso. E’ la serata adatta anche per Itala, che si rende avvenente per l’occasione!

Non avrei mai immaginato di scoprire che lei ha degli occhi bellissimi: prendete due cilindri di metallo resistente e metteteci dentro dei pezzetti di un minerale chiamato carburo, riponete i due cilindri in un contenitore posto dietro i grandi fari di Itala, poi fate scendere sul carburo lentamente delle gocce di acqua e vedrete dopo un pò che cosa succede…gli occhi di Itala si vivacizzano di una splendida luce di colore giallo paglierino che illumina almeno dieci metri avanti.

E’ semplicemente uno spettacolo, una cosa ma i vista e immaginata…Rocco ha fatto gli stessi gesti che compiva cento anni fa il principe Borghese o il meccanico Guizzardi.
Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo, questa è la cosa straordinaria e l’emozione che ti procura Itala: è vera, è sempre quella del 1907 con qualche piccolo lifting come si conviene ad una vera signora che vuole mantenersi in forma.

Che meraviglia vedere la sorpresa delle persone di Riga che magicamente fanno spuntare macchine fotografiche e piccole cineprese; Itala sembra avvertire questi ammiccamenti, questi sguardi di ammirazione e va avanti e indietro per favorire le riprese senza creare nessun problema, consapevole che non può fare brutte figure …

DALLA POLONIA ALLA LITUANIA

Dall' 1 al 3 Agosto


Lasciamo Varsavia. La periferia da ancora una idea dello spirito di progresso che anima i polacchi. Palazzi moderni, aziende nuovissime, strade in costruzione ovunque.

Il paesaggio non cambia, sempre pianura, con campi e boschi, le betulle si fanno sempre più numerose. Ancora case in legno, si comincia a vedere qualche strada bianca, e cicogne con i loro caratteristici nidi sui camini o sui pali della luce.

Attraversiamo la regione dei grandi parchi, il Bialowieski, a cavallo tra Polonia e Bielorussia, il Nadbuzanski, il Narwianski, il Biebrzanski, il Wigierski realizzati nel territorio delle tre grandi Puszcza della Polonia orientale.

Lasciamo la Polonia ed entriamo in Lituania. I poliziotti polacchi ci salutano calorosamente ma frettolosamente, in pratica la nostra sosta è solo per cambiare la valuta gli sloti in luti.

VARSAVIA: ITALA OSPITE D'ONORE IN AMBASCIATA




Varsavia 31 Luglio


A Varsavia l'Ambasciatore d'Italia, Sua Eccellenza Anna Blefari Melazzi, ha organizzato un ricevimento in nostro onore. Presenti autorità, giornalisti e imprenditori locali, tra i quali alcuni italiani che hanno realizzato aziende in Polonia.
Dopo il ricevimeno un giro per Varsavia, il palazzo reale, la città vecchia; eludendo...ma con circospezione...il divieto di transito, facciamo fare all'Itala ed alla Fiat 500 il giro della storica piazza. Poi il Palazzo della cultura, in puro stile sovietico, regalato negli anni '50 dalla Russia a tutti le nazioni del Patto di Varsavia.
Infine la Vistola, il fiume di Varsavia, il monumento a Jan Kiliuski, l'eroe della storia polacca ed il monumento commemorativo della battaglia di Montecassino, a ricordo dello sfondamento della linea Gustaw ad opera dei polacchi nella campagna d'Italia.

DA BERLINO A VARSAVIA


Dal 28 al 30 Luglio



Lasciamo la Germania sotto un cielo plumbeo che dopo poco si trasforma in una pioggia incessante che ci accompagnerà fino a Poznan.
La dogana tra Germania e Polonia è velocisima, la strada corre continuamente tra boschi e prati. Noi viaggiamo sui 60 chilometri all'ora, condizionati dalla velocità della Itala. Così siamo continuamente sorpassati da camion di tutte le nazionalità, che sfrecciano a velocità più sostenuta. Certamente Borghese non avrà avuto di questi problemi!

Continua a piovere e Luciano e Rocco che guidano la Itala sono completamente bagnati. In Polonia si pagano le autostrade con un sistema strano, i camion devono comprare il biglietto, da apporre sul parabrezza in entrata e per i giorni di permanenza, le vetture pagano invece alle barriere lungo le autostrade.

Dopo una sosta a Poznan proseguiamo per Varsavia. Il tempo migliora , la temperatura risale.

Raggiungiamo Varsavia dove ci aspetta l'Ambasciatore d'Italia e la Fiat.

lunedì 30 luglio 2007

GERMANIA: ANDAVA PIU' VELOCE BORGHESE


Berlino 27 luglio



Ore 6.30 i camion arancioni di Overland entrano in Sickingestrasse. Una strada assolutamente poco importante, non fosse che c'è la sede del MEILENWERK - Berlin, dove avremo conferenza stampa ed evento. Il Meilenwerk è un centro polifunzionale interamente dedicato all'automopbile con carrozzerie specializzate, collezioni private, noleggi di auto antiche, sedi di club automotoristici, shop di FerrariMaserati-MG-Jaguar, servizi per l'auto, ristorante, spazi conferenza, ecc. Un vero e proprio centro vivente dell'automobile.

I ragazzi montano con rapidità eccezionale tutti i pannelli della nostra avventura e il cronometro Wyler giusto in tempo per veder scoccare il 7 giorno.

A metà mattina si tiene la conferenza stampa con parecchi giornalisti alla presenza dell'Ambasciatore italiano in Germania, Puri Purini, che ci fa una splendida accoglienza.

Dopo l'incontro l'Ambasciatore sale su Itala che lo porta in giro per il quartiere. Dopo pranzo Itala scalpitando parte per un giro berlinese: porte di Brandeburgo, checkpoint Charlie, Tiergarten, Reichstag e via senza alcun problema nonostante i semafori e i gruppi di italiani che ci fermano e ci salutano per le strade della capitale.

Alla sera c'è un workshop interamente dedicato alla MotorValley Emilia-Romagna per la promozione di pacchetti turistici sul tema motori. Partecipano operatori di settore e club automotoristici, il vero target di questi pacchetti. Diversi italiani sono venuti a salutarci e a chiederci di tornare: a Berlino c'è una comunità di oltre 12.000 italiani, con quasi 700 ristoranti legati in qualche modo all'Italia.

Concludiamo con un buffet di prodotti emiliano-romagnoli allo scoccare della dodicesima ora del settimo giorno.

Si smonta e si riparte... destinazione Polonia.


NB: La vera news tedesca, come dice il Generale, è che cent'anni fa la tratta Berlino-Hannover (per noi Hannover-Berlino) venne percorsa da Itala più velocemente che da noi quest'anno. Il traffico.

giovedì 26 luglio 2007

OLANDA SOTTO LA PIOGGIA

Raamdonkvseer – 23/24 luglio


Usciamo dal Belgio accompagnati dalla pioggia, che costringe Rocco e Luciano, mitici driver di Itala, ad attrezzarsi con impermeabili e coperture varie.

La pioggia si intensifica poi in Olanda. Siamo nella terra della libertà e della… Spyker una delle concorrenti di Itala del 1907. Proprio la Spyker incontreremo a Riga, il prossimo 3 agosto. Giusto per darle un saluto, ovviamente dall’alto in basso.

Entriamo in questo spiazzo, nell’amena località di Raamdonkvseer, e davanti a noi si presentano due cammelli (!!!) che ci danno il benvenuto al Natioonal Automobile Museum. Lasciamo qui a nanna al NAM la nostra Itala.

Il Nam è un museo privato di automobili: la collezione privata più antica d’Europa, forse il più bel museo d’auto che abbiamo mai visto. Una ricchezza di pezzi incredibile davvero. Itala si trova a suo agio.


La mattina del 24 piccola cerimonia ufficiale con i saluti da parte del KNAC, l’automobile club delle auto storiche olandese – con presidente & direttore in splendida forma – nonché e con la presenza del rappresentate diplomatico dell’Ambasciata Italiana.


Un colpaccio: siamo su due televisioni olandesi in onda già stasera! Inoltre nei giorni scorsi siamo usciti su diversi quotidiani, locali e nazionali. E infatti al NAM ci dicono che non hanno mai avuto tanti visitatori. Magie da Itala. Rocco e Luciano subito dopo la cerimonia si mettono al lavoro, all’interno dell’officina del museo, per dare una controllatina ad Itala. Montano, smontano, oliano, pressurizzano, gonfiano… Domani sarà in splendida forma.

lunedì 23 luglio 2007

IL RICEVIMENTO ALL'AUTOWORLD


Bruxelles - 22 luglio



Ieri era il 21 luglio. Una data che per gli italiani non ha un sapore particolare (se non di mare e code in autostrada). Qui invece è la festa nazionale: una festa difficile ci dicono tutti per i contrasti (veri o presunti... come al solito strumentalizzati da qualche furbetto) tra fiamminghi e valloni: i fiamminghi al nord ora rappresentano la parte più ricca del paese dopo essere stati i poveri, anche discriminati, dalla maggioranza vallone, nella prima parte del '900.
Noi abbiamo festeggiato la loro festa nazionale per un po' nella notte lungo le vie di Liegi piene di locali. Ora è dura alzarsi e partire, ma il RACB si fa trovare pronto e puntualissimo. Sono passati due giorni, 59 minuti e trenta secondi, ora-Wyler.

Arriviamo a Bruxelles scortati dalla polizia, da un corteo di altre auto storiche, sempre italiane. Quando arriviamo al Parc du Cinquantennarie troviamo ad accoglierci una folla di turisti curiosi e davanti al Museo dell'Automobile il nostro Ambasciatore in Belgio, Sandro Maria Siggia, che sportivamente sale su Itala per provare il brivido della storia.










VERSO IL BELGIO

Liegi - sabato 21
Usciamo da Parigi affrontando un traffico pazzesco... quest'ostacolo Scipione Borghese e i suoi non l'avevano incontrato. Lungo la strada il cielo plumbeo parigino si apre e ci fa godere una splendida giornata di sole nella campagna francese.
Fino a quando... zac. Primo imprevisto (di cui non si può parlare ovviamente) che ci fa prendere un po' di paura.
Sabato mattina a Fouriers ci vengono a prendere i soci del Roayl Automobile Club del Belgio (RACB) con un corteo di auto storiche italiane. Bravi questi belgi. A parte le colazioni che ci offrono prima di arrivare a Liegi, sono precisi, puntuali e simpatici.
A Liegi ci attende una splendida accoglienza da parte della comunità italiana: il consolato, i dirigenti del RACB e soprattutto i nostri connazionali qui da ormai più di 50 anni.
Ci si accorge subito dell'importante ruolo che ricoprono e della reputazione di cui godono: dopo cinquanta anni non ci sono più le miniere, ma i discendenti dei nostri immigrati sono ormai uno stuolo di professionisti, commercianti, ristoratori di primissima qualità.
Il cronometro Wyler a Liegi scocca la 30° ora. Mangiamo prodotti tipici campani, ci abbandoniamo un po' al vino e festeggiamo prima di riposarci un po'.
Domani ci aspetta Bruxelles

sabato 21 luglio 2007

20 luglio - Partiti


Parigi-confine belga
Stamattina, accompagnati dal countdown di Wyler geneve siamo partiti. Una sbandierata del presidente dell'ACF - l'Automobile Club di Francia- con il drappo francese in mano e via... Itala riprende la strada di cent'anni fa.
La prima impresa è uscire dal traffico parisienne, ma ci va bene e in serata siamo già ai confini con il Belgio, dove domani ci fermeremo a Liegi.