giovedì 27 settembre 2007

MONGOLIA: ULAAN BAATAR

Dal 4 al 7 Settembre
In pochi chilometri, appena il tempo di varcare il confine, il paesaggio cambia completamente. Una steppa verde, pochi alberi, terreno sabbioso, grandi pianori circondati da colline. Greggi di pecore, mandrie di mucche e cavalli al pascolo, e le tende mongole, le caratteristiche tende circolari, di feltro, con una sola apertura sempre verso Sud, ed il tubo della stufa che esce al centro della cupola. Il paesaggio stupendo, il sole illumina le creste delle colline e fa sembrare ancora più verde l'erba dei pianori.

Scendiamo verso Sud in direzione della capitale, Ulaan Baatar, nella quale vive la metà della popolazione, un milione e mezzo su tre milioni. Ci sorprende subito la cordialità dei mongoli.
Ci fermiamo in un campo tendato, sono un pò come i nostri campeggi,
tende per i turisti ed un fabbricato per il ristorante ed i servizi.

Fuori della tenda c'è il fuoristrada, una moto, un generatore di corrente, un pannello solare e la parabola per la televisione. Le mandrie e le greggi pascolano allo stato brado, vengono raccolte per la tosatura, per la mongitura o per il trasferimento in altri pascoli.

Tanta cordialità e tanto entusiasmo per la nostra Itala. Fino ad Ulaan Baatar il paesaggio non cambia, sempre un susseguirsi di pianori circondati da colline. Viaggiamo accanto alla ferrovia che staccatasi dalla Transiberiana attraversa tutta la Mongolia e va fino a Pechino. E' comunemente chiamata la "Transmongolica". Nella capitale ci aspetta una festa in nostro onore, con musiche caratteristiche, attori e cantanti nei costumi locali. Siamo ricevuti dal Sindaco, felice per questa rievocazione di un evento di cento anni fa. Una breve visita alla città che ha un traffico caotico, nulla di meno delle nostre città.