lunedì 10 settembre 2007

ITALA ATTRAVERSA LA SIBERIA




Dal 23 Agosto al 3 Settembre

Superati gli Urali siamo in Siberia. Una parte della Russia enorme, con aspetti diversi del clima, del paesaggio, della vegetazione, delle persone. Dopo Tjumen inizia la steppa, una distesa sconfinata, che si perde all'orizzonte, ma umida, con stagni, paludi e con gruppi di betulle che rompono la monotonia del paesaggio. Si avanza per chilometri in un paesaggio sempre uguale. Lungo la strada, più o meno vicina corre la Transiberiana. Una linea mitica che attraversa tutta la Siberia da ovest ad est.
Da Tjumen ad Isim la strada è tutta nuova, scarta i paesi ed avanza sempre uguale. Le stazioni di servizio sono nuove, con ristorante self-service, bar, supermercato. Ai lati filari di alberi per proteggere la strada dalla neve portata dal vento. Sono belli, più delle vecchie barriere di legno.

Da Isim ad Omsk, il paesaggio non cambia, ma facciamo conoscenza con la viscida terra nera siberiana, impossibile sotto la pioggia, che tanto fece tribolare Borghese.

Una sosta a Kujbisev e poi a Novosibirsk, il centro della Siberia, il nodo della transiberiana. Palazzi moderni in costruzione ovunque, pub, birrerie, negozi alla moda.

Il Bajkal, che Borghese attraversò con un battello, è una delle più grandi riserve di acqua dolce, una fitta vegetazione sulle sponde ci impedisce quasi di fotografarlo. A Ulan-Ude la transiberiana si divide, un ramo punta ad Est verso Vladivostok, un ramo scende a Sud verso la Mongolia e Pechino. Anche noi puntiamo a Sud e ci dirigiamo a Kjahta verso il confine con la Mongolia. Il paesaggio cambia di nuovo, prima campi coltivati, poi solo più prati e macchie di bosco.

A Kjahta, se non fosse per le caserme, sembrerebbe di essere ancora al 1907. Case il legno, strade in terra battuta, solo la principale asfaltata, rari negozi, un solo alberghetto ed un solo ristorante. I giovani però sono vestiti alla moda, bevono birra e fumano come tutti i giovani del mondo. Ci impressiona il confine, realmente materializzato sul terreno da una doppia fila di reticolato con terreno scoperto in mezzo che si perde all'orizzonte e torrette sui crinali.
Il varco è un cancello che lascia passare una sola macchina alla volta. Quattro ore per uscire dalla Siberia ed entrare in Mongolia…