LA "VECCHIA" SIGNORA SALUTA IL "VECCHIO" CONTINENTE...
Dal 17 al 23 Agosto
Proseguiamo per Kazan. C'è qualcosa di diverso in questa città, capitale del Tatarstan. Si vedono i primi minareti con la mezzaluna e le cupole delle moschee. I lineamenti degli abitanti sono già orientali, gli occhi già affinati, donne con il vestito lungo ed un fazzoletto in testa, ma quasi tutte le ragazze con la minigonna. Siamo accolti dall'Istituto di Cultura Italiano e naturalmente ci fa molto piacere vedere l'interesse, in questo lontano paese, per la nostra cultura.
Da Kazan ad Izevsk, la città nota per la sua fabbica di kalasnikov, su una strada diversa da quella fatta da Borghese cento anni fa. La strada di allora praticamente non esiste più e la nuova strada segue un percorso diverso. Ricominciano i boschi, il terreno è ondulato con continui saliscendi che rendono meno monotono il nostro andare. Per andare da Izevsk vi sono due strade, una nuova che prima di Perm attraversa il Kama su un ponte e la strada seguita da Borghese, leggermente più a sud che invece attraversa ancora il Kama su un traghetto. Scegliamo questa anche per rivivere l'emozione di allora. Naturalmente il traghetto è più moderno ma il Kama è sempre enorme.
Da Kazan ad Izevsk, la città nota per la sua fabbica di kalasnikov, su una strada diversa da quella fatta da Borghese cento anni fa. La strada di allora praticamente non esiste più e la nuova strada segue un percorso diverso. Ricominciano i boschi, il terreno è ondulato con continui saliscendi che rendono meno monotono il nostro andare. Per andare da Izevsk vi sono due strade, una nuova che prima di Perm attraversa il Kama su un ponte e la strada seguita da Borghese, leggermente più a sud che invece attraversa ancora il Kama su un traghetto. Scegliamo questa anche per rivivere l'emozione di allora. Naturalmente il traghetto è più moderno ma il Kama è sempre enorme.
Si avvicinano gli Urali, i monti dei quali tanto abbiamo sentito parlare a scuola. Siamo ansiosi di attraversarli, di superare quella barriera fisica che separa l'Europa dall'Asia. In realtà gli Urali sono quasi delle colline, lungo il nostro tragitto non hanno l'aspetto di montagne, sono rilievi coperti di foreste.
Arriviamo al monumento che indica, di qui l'Europa, di qui l'Asia, è al lato di una strada con tanto traffico, a pochi chilometri da Jekaterinburg, con spartitraffico al centro, è rischioso anche raggiungerlo. Siamo usciti dall'Europa, siamo in Asia, qui inizia la Siberia, anche se come amministrazione la Siberia inizia più tardi, tra Jekaterinburg e Tjumen.
2 Commenti:
Un' avventura emozionante.. Una sorta di viaggio a ritroso nel tempo che, ritengo, lascerà una traccia incancellabile nel cuore di ogni partecipante. Attendo con ansia l' arrivo e seguo con piacere!
Una grandiosa avventura... che rende orgogliosi tutti noi appassionati italiani di auombili storiche.
Grande Itala... Vai!
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